Posted 23-10-2015 9:17 by & filed under News.

photostudio_1445024775622

 

Nei vari incontri che il Fisioterapista sportivo del Centro Attività Motorie ha quotidianamente con gli atleti, emergono scenari più frequenti rispetto ad altri; in questa sessione approfondiremo una tipica situazione che interessa solitamente il mondo della pallavolo e ancora più specificatamente il gesto della schiacciata. Conoscere il gesto atletico della schiacciata consente una migliore prevenzione dell’infortunio ed un efficace recupero in caso di infortunio.

Le competenze del Fisioterapista sportivo del Centro Attività Motorie permettono di limitare i traumi derivanti dall’infortunio, con l’obiettivo di ottimizzare il recupero dell’atleta con un evidente vantaggio dell’atleta e della squadra per il quale gioca.

Conflitto postero-superiore di spalla in atleti pallavolisti

schiacciata 1

Azione dell’atleta della BENG

Il conflitto postero-superiore di spalla è una patologia da overuse che sfocia in un’instabilità tipica dell’atleta “overhead”, cioè che compie gran parte dei propri gesti sopra il capo. Si manifesta con un dolore anteriore alla spalla durante l’attacco e/o il servizio. Nella pallavolo si tratta di una condizione piuttosto comune, e i ruoli maggiormente esposti sono gli attaccanti quali bande, centrali, opposti. La velocità di attacco si riduce e vi è una perdita del controllo e quindi della performance.

Biomeccanica

Per capire come questa condizione possa insorgere, va compresa la biomeccanica dell’attacco.

 

schiacciata 3

La schiacciata nella pallavolo – BENG Rovigo A2 –

Il gesto viene compiuto reiteratamente in estrema abduzione e rotazione esterna dell’arto superiore, oltre i 90° rispetto al piano scapolare.
Tale gesto determina una sollecitazione della capsula articolare, sia sul versante anteriore, sia sul versante posteriore, ma in modi diversi.

schiacciata

Fase di gioco – partita vinta dalla BENG Rovigo contro Kyoto Caserta

Durante il caricamento dell’attacco, mentre l’omero arriva in massima abduzione ed extra-rotazione, contemporaneamente la testa omerale scivola e trasla in avanti. Quando tale movimento viene ripetuto molte, la testa omerale tende a sfondare la capsula anteriore, ma stirando allo stesso tempo quella posteriore che viene trascinata dalla testa omerale.

 

schiacciata 4
Evoluzione patologica

Il corpo subisce questi carichi e dove può tenta di adattarsi: lo sfondamento anteriore produce una capsula molle e allungata, mentre lo stiramento posteriore produce un ispessimento e accorciamento capsulare (come meccanismo di difesa).
Di conseguenza, anteriormente ci sarà una condizione di lassità e instabilità, mentre posteriormente si strutturerà una rigidità. Due situazioni apparentemente opposte ma che possono far parte dello stesso quadro.
Quando queste condizioni si instaurano, la capsula posteriore si ispessisce e si accorcia a tal punto da cambiare ulteriormente la biomeccanica dell’articolazione spingendo ancora più avanti la testa omerale e mantenendola anteriorizzata. Così facendo aumenta l’instabilità e la tendenza a della spalla a sfondare il muro anteriore.
Se non trattato in questa fase, l’atleta evolve verso patologie più importanti.
L’evoluzione patologica successiva è l’intrappolamento dei tendini del sovraspinato e dell’infraspinato, che vengono pizzicati tra i due capi che compongono l’articolazione gleno-omerale. Ne conseguono infiammazioni tendinee e possibili degenerazioni o lesioni parziali della cuffia dei rotatori.
Il reiterato contatto delle superifici articolari gleno-omerali determina inoltre un’alterazione a carico della componente scheletrica sempre in sede postero-superiore (irregolarità e sclerosi della corticale ossea o presenza di piccoli geodi sottocorticali) e del cercine fibrocartilagineo (producendo dei veri e propri distacchi detti SLAP lesion).

 

Quadro clinico

Se si tratta di una fase iniziale, prima che si arrivi a danneggiare i tendini, il dolore si presenta anteriormente e solamente durante il servizio o l’attacco. Vista la localizzazione del dolore, bisogna fare particolarmente attenzione perché il quadro può essere confuso con una comune disfunzione del capo lungo del bicipite o della cuffia dei rotatori.
L’esame obiettivo può mostrare i segni di una instabilità con apprensione e sensazione di sublussazione in abduzione ed extrarotazione, nonché un aumento della rotazione esterna e una riduzione della rotazione interna.
Un esperto Fisioterapista è in grado di distinguere questi casi e risolverli prima che evolvano in patologia organica, e spesso ancor prima che vi sia bisogno del Medico.
Se trattati in questa fase, i sintomi degli atleti regrediscono, e la biomeccanica viene ripristinata.
Se invece le lesioni tendine e cartilaginee sopraggiungono, il dolore è anche posteriore e cambia modalità d’insorgenza, perciò la sintomatologia assume le caratteristiche tipiche di patologie della cuffia dei rotatori, che necessiterà del relativo trattamento.

 

Trattamento dell’atleta pallavolista
Il punto focale del recupero dell’atleta è il ripristino della stabilità di spalla prima che sopraggiungono danni organici tendinei o articolari. Per farlo occorre lavorare simultaneamente su 2 fronti:
– Posteriormente: il Fisioterapista deve allungare la capsula posteriore per contrastare l’accorciamento e l’ispessimento della stessa, tramite tecniche molto precise e specifiche di terapia manuale.
Contemporaneamente, come auto trattamento, l’atleta si pone in decubito laterale, con il braccio interessato flesso, gomito a 90°, e lo si porta in intrarotazione, e aiutandosi con l’arto opposto (tecnica conosciuta come Sleeper Stretch, vedi disegno).

 

esercizio schiacciata

– Anteriormente: poiché anteriormente la stabilità data dai legamenti non è sufficiente, occorre sopperire a tale mancanza costruendo un muro di muscoli. Il Fisioterapista deve quindi insegnare all’atleta tutti quegli esercizi che rinforzano il gran pettorale, il sottoscapolare, e il capo lungo del bicipite, unici muscoli che possano contrastare e contenere l’instabilità anteriore della testa dell’omero, spinta in avanti anche dalla capsula posteriore.

Conclusioni
La competenza manuale del Fisioterapista del Centro Attività Motorie può essere completata dall’utilizzo del Multi Joint System fornito da Tecnobody, capace di monitorare i progressi ottenuti grazie alle fasi rieducative sopra descritte. Il Centro Attività Motorie offre un ritorno più sicuro in campo da parte dell’atleta in quanto è possibile misurare i suoi progressi ed essere quindi più certi e sereni sul capire quale sia il momento migliore per ritornare in campo. Come diceva Lord Kelvin: ”Non si può migliorare ciò che non si può misurare”: il Centro Attività Motorie è in grado di misurare i miglioramenti grado per grado.

Alla schiacciatrice non rimarrà altro che “risolvere la schiacciata” (Julio Velasco), possibilmente facendo dei buchi con la palla sul terreno avversario.

 

 

6 Responses to “Approfondimento tecnico, il fisioterapista Davide risponde: “Il conflitto postero-superiore di spalla in atleti pallavolisti””

  1. Rosita

    salve, mi rivolgo a voi per avere un parere su esame spalla dx RMN .
    Mia figlia gioca a pallavolo 15 ANNI, ora è ferma, a causa di sofferenza tendine.
    qui di seguito vi scrivo esito referto: normale congruenza gleno-omerale
    non alterazioni dell’ intensità di segnale della spongiosa ossea dei capi articolari in esame. Conservata integrità della cuffia dei rotatori. con i limiti della metodica aspetto normale del labbro fibrocartilagineo glenoideo. tracce di versamento articolare a livello del recesso anteriore. capo lungo bicipite in sede, integro.
    ESEGUITO: 10 sedute fisioterapia tec e onde.
    * visita ortopedica + infiltrazione
    risultato , risolto nulla, diagnosi= deve stare riposo e questo è già da oltre due mesi , senza avere migliorie
    MA E’ NORMALE che a 15 anni non si trova soluzione?

    grazie se avete un parere
    rosita

    Rispondi
    • Centro Attività Motorie Press

      Buona sera Sig.Ra Rosita, chiedo scusa per il fatto che la risposta le arrivi solo ora.
      La Sua e-mail è stata letta dal nostro staff medico e fisioterapico e riceverà la richiesta di parere direttamente sulla sua casella di posta elettronica al più tardi dopo domani, questo perché ci teniamo a mantenere la Sua privacy.

      Sarà mia premura coprire questo ritardo di risposta (causata da motivi per noi non controllabili) con una proposta gratuita che spero vorrà accettare in gesto di scuse.
      Le auguro buona serata.

      Rispondi
    • Centro Attività Motorie Press

      Gent.ma Rosita,
      Ci risulta davvero IMPOSSIBILE determinare la problematica di Sua figlia, o comunque fornire qualsivoglia parere sulla RMN senza la possibilità di eseguire diversi test a tu per tu con la persona.

      Il referto dell’RMN di per sè non indica particolari problematiche (soprattutto poco o niente a carico della cuffia), a parte un po’ di versamento che potrebbe essere determinato dalle più disparate cause.

      L’unica cosa che possiamo dirle è che, probabilmente, se quel tipo di terapie non hanno funzionato, la causa è da un’altra parte.

      Sarebbe utile avere indicazioni sulle modalità di insorgenza del dolore…per esempio ha male quando batte e/o quando schiaccia, ma la ricezione risulta indolore?

      Già solo conoscere queste dinamiche fa la differenza, e se incrociamo questi dati che nascono da un rapporto a tu per tu, ad alcuni test che si possono effettuare sulla persona, se ne può ricavare qualcosa.

      Le consiglierei quindi di effettuare una visita fisiatrica che può essere erogata in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale presso il Centro Attività Motorie, previa necessaria impegnativa del suo medico di base che dovrà esplicitare la necessità di una visita specualistica fisiatrica.
      Rimaniamo a sua disposizione per ogni eventuale chiarimento.
      Buona giornata

      Rispondi
  2. Marcello

    Buongiorno, sono un runner amatore, 46 anni, e circa 3 settimane fa mi sono infortunato al polpaccio sx.
    Questa la diagnosi a seguito ecografia:

    A circa 3 settimana dall’evento traumatico si evidenziano gli esiti di una lesione tra il 1° e il 2° grado a carico del terzo distale del soleo che attualmente non appare risolta con iniziali e disomogenei esiti cicatriziali e con presenza ancora di un gap con stravaso emorragico ci circa 0,7 cm ed imbibizione edematosa adiacente.
    Esiti di pregressa lesione mio fasciale del terzo distale del gastrocnemio mediale con esiti cicatriziali in sede lesione cui si associa falda liquida organizzata di circa 25 x 3 mm tra soleo e gastrocnemio mediale

    Cosa dovrei fare? Quali esercizi e/o attività? Quando potrò riprendere a correre?
    Ringrazio per la cortese e paziente attenzione.
    Cordiali saluti
    Marcello

    Rispondi
    • Centro Attività Motorie Press

      Buona sera Sig. Marcello, grazie per averci scritto; il Suo messaggio è stato letto oggi pomeriggio dal nostro staff del Centro Attività Motorie, dopo domani le invieremo una risposta specifica del Suo caso direttamente alla casella di posta elettronica personale, in questo modo la Sua privacy sarà rispettata come è giusto che sia.
      Se dovesse aver bisogno di altri consigli non esiti a contattarci, siamo specializzati nella fisioterapia sportiva e siamo lieti di poter fare la nostra parte. A titolo informativo giovedì saremo presenti alla prima tappa della corri x Rovigo 2017, a partire dalle 8.30 Pm sarà presente, dentro al gazebo del Centro Attività Motorie, la nostra Fisioterapista Rosita; l’occasione potrebbe essere buona per conoscerci ma anche per avere un parere (why Not? ).
      Le auguro buona serata.

      Rispondi
    • Centro Attività Motorie Press

      Buona sera Marcello, come promesso riportiamo qui la risposta al consiglio che ci hai chiesto:
      presupposto che occorre sempre valutare di persona e che ogni caso va a sè, si può dire che quello che dovrebbe essere fatto ha una sua modalità di trattamento relativamente standard su due fasi:
      1° fase: Tecar e/o laser per il trattamento del dolore e facilitazione del processo di guarigione. Nello specifico la lesione di grado 1/2 è sostanzialmente una ferita nel muscolo. Occorre aiutare il processo di chiusura della ferita, affinchè questa avvenga nel modo migliore possibile “secondo certe direzioni”…e questo si fa con la Tecar ed il laser. Il riposo da solo non basta perchè la ferita e la cicatrice conseguenti si formino adeguatamente.
      2° fase: rinforzo in palestra e/o piscina, per rinforzare il muscolo e per abituare la cicatrice ancora debole a sopportare certe forze.

      Il tutto va fatto all’interno di una determinata finestra di tempo dall’evento traumatico…e se sono già passate 3 settimane siamo già in ritardo.

      Le consiglio VIVAMENTE di fare una visita fisiatrica per valutare correttamente l’entità del danno e per pianificare un trattamento su misura, che può subire delle variazioni in base a quanto descritto.
      Tra l’altro ha convenienza a seguire la via convenzionata in quanto tutta la seconda fase potrebbe venirle passata dal sistema sanitario.

      Il 2° grado di lesione muscolare è una lesione piuttosto importante.

      Le consiglio ancora VIVAMENTE di agire fin da subito passando dal suo medico di base per farsi fare l’impegnativa per visita fisiatrica. E’ già molto in ritardo. Non curare correttamente la lesione muscolare adesso, significa un’alta probabilità di ricadute in futuro, ed ogni volta significa star fermi dai 15-20 giorni in sù.

      Rimaniamo a tua disposizione per ogni ulteriore chiarimento.
      Buona serata.

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.